L’ 11 dicembre scorso al Liceo Scientifico di Pagani, gli alunni del Liceo “A. Galizia”  di Nocera Inferiore hanno partecipato con un loro specifico e appassionato contributo al XXX Premio per l’Impegno Civile in memoria di Marcello Torre, sindaco della città di Pagani assassinato dalla camorra nel  1980. Il premio è stato  istituito su iniziativa di Giorgio Napolitano, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il Liceo “A. Galizia”, iscritto all’associazione “Libera”, di don Luigi Ciotti, è stato invitato per l’impegno dimostrato nel corso degli ultimi anni in percorsi  di Educazione alla Legalità e alla partecipazione alla Cittadinanza Attiva e Democratica. Un’alunna  della IV F del Liceo  nocerino, Francesca Ianniello, all’interno dell’inserto speciale  de “ La Città”,  ha pubblicato in memoria di Marcello Torre, un’interessante riflessione sulla necessità che il dolore privato debba trasformarsi  in memoria collettiva e,  quindi, in  un impegno per la costruzione di un paese “ libero e civile”, così come sognava e come si legge nella sua  lettera-testamento l’indimenticabile Sindaco.

 

Di seguito la riflessione di Francesca:

È impensabile che sia sufficiente limitarsi a ricordare, seppure con manifestazioni periodiche, coloro che hanno perso la vita tragicamente per operare  nel nome del bene comune. È necessario distinguere, per questo, il ricordo dalla memoria. L’Italia, infatti, è piena di ricordi, ma ha poca, pochissima memoria. Si dedicano strutture pubbliche a persone che sono state massacrate per essere state giuste, ma troppo spesso, dopo le commemorazioni, il ricordo resta lì, e la memoria storica non dura nel tempo attraverso i gesti quotidiani di ognuno dei cittadini, gesti che dovrebbero essere ispirati dall’esempio di chi ha saputo sacrificare la propria vita in nome della legge e dei valori che sono a fondamento della nostra Costituzione. Senza memoria, non si può sperare in un Paese libero dalle mafie.

Le persone che, solo dopo essere state assassinate, vengono definite ‘eroi’, in realtà, sono state semplicemente persone giuste. Ecco, tutti dovrebbero tentare di far sì che il Mezzogiorno sia un luogo di “giusti”, una terra che non ha bisogno di “eroi” per affermare la giustizia e la legalità, in cui si possa vivere in serenità e nel rispetto delle norme che garantiscono la convivenza civile.

Si deve lottare e dimostrare unione tutti i giorni e non solo nelle occasioni ufficiali, come quella dell’11 dicembre 1980, data  in cui a Pagani fu assassinato dalla vile mano assassina della camorra un uomo giusto, Marcello Torre, sindaco della città. Sognava una “Pagani libera e civile”. Dovremmo imparare tutti a sognare il suo Sogno.

Sono passati ormai trentadue anni dalla sua morte; trenta anni fa nasceva l’associazione che porta il suo nome; da trenta anni a Pagani viene assegnato il “Premio Nazionale di Impegno Civile” a chi ha saputo, con il proprio  lavoro, opporsi a qualunque forma di abuso e di criminalità. Grazie al lavoro dell’associazione, che porta avanti le idee e la passione civile di Marcello, io, come tanti altri studenti, ho conosciuto la figura e l’opera di un uomo straordinario. Chi ha dato vita all’associazione ha consentito che il ricordo personale e privato diventasse memoria e impegno e ci ha consentito di svolgere una seria riflessione sul senso dell’agire civile e politico, inteso nell’accezione più nobile della parola. Marcello ha lavorato per il bene della sua città, nell’interesse di tutti, sacrificando il proprio particolare. Se la politica, allora, è impegno per il bene comune, come  può essere giudicato meritevole di morte chi si preoccupa di legare il bene pubblico alla legalità? Questo è l’interrogativo che continuiamo a porci, e al quale dobbiamo tutti trovare una risposta definitiva e vera, ognuno facendo la propria parte, dando il proprio onesto contributo. Auspichiamo una permanenza duratura della memoria storica, affinché il sacrificio di chi è caduto sotto il fuoco camorrista non rimanga inutile nel nostro presente. Per questo, non stiamo solo commemorando un uomo: stiamo tenendo in vita i principi e gli ideali che da più di tre decenni camminano sulle gambe e nell’impegno di chi lotta quotidianamente contro ogni ingiustizia.

Ci piacerebbe poter essere sicuri che d’ora in poi si possa godere di un nuovo clima di serenità e di tranquillità sociale. Potrà realizzarsi mai tutto ciò se la società civile non si impegnerà in modo pieno e deciso per la legalità, mettendo in pratica il messaggio di uomini come Marcello Torre? Potrà bastare la delega ad altri, il solo intervento repressivo della magistratura e delle forze dell’ordine?

                                                                                                        Francesca Ianniello

IV F Liceo Statale “A.Galizia”

Nocera Inferiore